<!--


var message="Spiacente, questa funzione è stata disabilitata"

function click(e)
{
if (document.all)
{
if (event.button == 2)
{
alert(message);
return false;
}
}
if (document.layers)
{
if (e.which == 3)
{
alert(message);
return false;
}
}
}

if (document.layers)
{
document.captureEvents(Event.MOUSEDOWN);
}

document.onmousedown=click;






var prog=1;
var c=1;
var temp;
//var rand=0;
store=new Array();


function stop(){
c=1;
alert('Immagini finite');

}

function caso(){
	

rand=parseInt((Math.random()*29)+1);

//alert('Random= '+rand);

	for(i=1;i<=30;i++){
		if(c==1){
		break;
		}
		if(c==30){
		
		//alert(''+store+'\n\n'+store.sort());
		return stop();
		}

//alert('store['+i+']= '+store[i]+'  Random: '+rand);

	while(store[i] == rand){
//alert('Interno al while:  store['+i+']= '+store[i]+'  random: '+rand);
	rand=parseInt((Math.random()*29)+1);
//	alert('Random del while: '+rand);
	
	}
		for(t=1;t<i;t++){
		if(store[t] == rand){
//		alert('Immagine presente');
		return caso();
		}
		}


}
store[c]=rand;

//alert('Immagine numero: '+rand);
c++;
Choice(check,rand);
	
	

}

sfondo="#080331";
scritte="#FFFFFF";
//var check=0;
cont=0;
var date=new Array();
date[1]="(12/97)";
date[2]="(02/98)";
date[3]="(03/98)";
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date[29]="(01/02)";


var testo=new Array();

testo[1]="SPIAGGE\n\nAncora un giorno e io sarò qui\nsu questa spiaggia di acqua e di sangue\nche non lascia spazio che a tristi pensieri.\nUn giorno desolato, l'assenza di niente.\nL'odore del sale, la mia distesa di solitudine.\nIl mare che avrei voluto darti\ne quella piccola goccia che ti ha portato lontano.";
testo[2]="STUPIDAMENTE AMANTI\n\nAdesso lo so\ndove posso cercare.\nNel vuoto della sua anima,\nil colore dei tuoi occhi.\nAl centro della sua mente,\nil calore delle tue mani.\nAi margini del suo corpo,\nil tuo affannoso respiro.\nCosì, su di me,\nsi disperdono gli amanti.";
testo[3]="LA SIGNORA VIAGGIA IN NERO\n\nScivolano i vagoni\nsul treno di notte.\nI paesaggi si sciolgono\ndietro quei vetri, appena spolverati\ne lei resta seduta\nmentre asciuga le ultime lacrime,\ncol fazzoletto sgualcito.\nSola, nello scompartimento della vita,\nha deciso di partire.\nCosì. All'improvviso.\nGià si avvicina l'ultima stazione\nma, invece di scendere,\nlei sa già che tornerà indietro.";

testo[4]="GLI SGUARDI SILENZIOSI\n\nE guardami ancora\nindietro lo specchio\ndi queste notti orientali.\nIl vento solleva le tende ed io soffio sul tuo corpo addormentato.\nNon svegliarti adesso.\nDipingerò un lenzuolo, per coprire i tuoi occhi\ne lasciarti solo respirare.";

testo[5]="WOOLF\n\nGettando, ancora una volta, lo sguardo\nal di là della finestra, vedo mia madre\nche giace alle mie spalle  e si riflette\nsui vetri sporchi di inverno\ne di polvere, mai sollevata.\nFuori, il mare si frantuma,\nimmobile, sugli scogli.\nIl fragore muto e la mia\nrassegnata solitudine.";

testo[6]="TIC-TAC\n\n\nRuzzola il dado sul clichè\ndi un'avvincente novella.\nLa poesia ha un suo vicolo cieco,\nsembra una battuta di spirito.\nCoperti da un'insolito isolato di vergogna,\nseguitiamo a scrivere di getto,\na guardare l'orologio.\nEcco!\n\n...E andare e tornare...\n\n(Davide Tosco)\n\nE le parole corrono in fila,\ncome binari sul treno fermo\ndella nostra coscienza,\nimbevuta di foschia.Vagoni nella notte,\ncome passeggeri di un mondo estraneo.\nCosì, di corsa, un vuoto in noi.\n\n..Tic-tac...\n\n(Alessandro Marconetti)";

testo[7]="I RIFUGI DELLA MEMORIA\n\nFeriscono, i cocci di frasi frantumate\ne sparse nella mia mente,\na cui non riesco a dar forma,\nse non dopo un lieve cammino\ntra i rifugi della memoria.\n\nAbusi passati:\ngli errori di sempre,\nsudati riscatti e\nquelle fragili verità,\nche confondono i significati\ncon la pura esistenza.\n\nMa io sarò qui?\n\nGettato in qualche libro\nche non posso ritrovare,\nmi cerco invano\ntra le pagine:\nquei nebulosi ricordi\ne sordi rancori\nsalgono in superficie\ned io non sono ancora capace\ndi scioglierli.\n\nIo sono un lago ghiacciato\nsotto il primo sole.";

testo[8]="PRIMA LA PAGINA\n\nL'hanno ucciso a colpi di\npensiero dicono\nfra le righe sottintese sparavano\nle virgole toni mezzi toni e\nstorioni lascia stare la gente\nnon sente libera i fiumi sotto la giacca\ncome cani da corsa contro il silenzio muto\ne lei prende la sua valigia scarica e ricarica\nfino a vederla volare via tralasciando i cavilli\nliberi di abbandonarli come squilli di tromba\naddio di stenti addio addio.";

testo[9]="NON SI CONCEDONO INTERVISTE\n\nGuardare indietro non è certo la cosa importante.\nQuello che è stato è meglio lasciarlo da parte.\nNon c'è alcun bisogno di leccarsi le ferite.\nLa gente urla per conoscere la verità.\nMa noi andiamo avanti per la nostra strada,\npiù mostruosi e insolenti che mai.\nNon è certo la strada più breve\nnè si conosce, di certo, la meta alla quale conduce.\nLontano, è sicuro.\nNon si concedono interviste.";

testo[10]="SEMPLIFICANDO\n\nC'è qualcosa e non\nfunziona, sarà forse la\ncontinua riedizione\ndi quelle frasi fatte tra i\ngiorni e giorni interi ad\naspettare, anche una sola,\ndelle intuizioni ragionevoli che\nsi possano gettare sul\nfoglio e lasciare lì, a raffreddarsi,\nquasi ad assumere  una forma consistente e solida.\nSono le righe, tra di noi, che\npassano, come fili, nella nostra\nvita insieme e smettere di\nscrivere sarebbe come lasciarti\nindietro, in uno dei\ncapitoli già chiusi della\nmia esistenza.\nE' quando non riesco a\nsciogliere i nodi che devo\nfarlo scrivendo.";

testo[15]="LA RICETTA DEL SUCCESSO\n\nse vuoi sembrare interessante\nnon c'è altro modo se non quello di\nquello di camminare a testa in giù\ne se a qualcuno venisse la bizzarra idea\ndi chiederti che tempo farà domani\ntu rispondigli\ndavvero davvero è proprio così ne puoi stare certo\nchissà allora cosa si penserà di te\nche sei una persona creativa e sveglia\nallora ti faranno salire sul podio\nfatto apposta per l'occasione\nti lasceranno parlare\ne se sentirai un boato sarà solo per te\nnon senti ti stanno celebrando\nti stanno sfornando sei un pollo\nsei la nuova stella della televisione e ti osannano\nma tu il segreto lo sai\nce l'hai stretto in tasca\nsei solo matto";

testo[12]="BINARI\n\nPensieri ed emozioni si leggono\nchiari sul viso che guarda mentre\ni paesaggi si susseguono fuori dal treno.\nSi resta immobili viandanti di un\nmondo sconosciuto. Si assaggiano gli opposti\nschiacciati dalle rotaie:\nimmobilità e movimento.\nInterno ed esterno.\nSuoni e silenzio.\nI vagoni che inseguono\nle verità della vita...";

testo[13]="CIRCOFOLLIA\n\nIo sono pagliaccio isterico,\naccecato da un faro puntato addosso\nche scaraventa i fogli del suo destino.\nSolo, insabbiato in mezzo alla pista,\ncircondato da risa disperate\nche ballano, danzatrici impazzite.\nIntorno, un pubblico muto\nimmerso nel buio: verdetto negativo.\nCade il sipario come lama,\ncadono le teste: sentenza di morte.\nattacca la folle orchestrina.\nMacina tanghi.";

testo[14]="SENZA MAREGGIATE\n\nSenza le mareggiate\nche scuotono le lenzuola\ndi sabbia lucida\ntra le nostre solitudini\nnon ho più voglia di esistere.\n\nPreferisco morire.";

testo[11]="LLAGAS Y LLANTO\n\n\nCome le lacrime, le parole\ncadono sul foglio.\nCome dimenticare il male\nche ti ho fatto.\nCome dimenticare quell’estate\nventosa in cui\nla felicità era un rubino\nsospeso al centro della stanza.\n\nE poi, il treno.\n\nChe mi trovò, come sempre,\nimpreparato all’abbandono.\n\nSabbia dura mi accolse,\nl’acqua era di ghiaccio.\n\nE i sorrisi spenti sugli occhi\ndelle persone che incontravo\n\ne che non incontravo.\n\nSenza di te la vita pesa\ne non sono più capace di portarla,\nPer intero, sulle spalle.";

testo[16]="E VORREI STRINGERTI\n\nE vorrei sfiorarti.\nCome fossi il pittore che, in un gioco di sguardi,\nceda estasiato di fronte alla sua stessa ispirazione.\nPoi lasciarmi cadere, come vittima innocente\ndi un repentino moto stendhaliano\n\nOcchi, verdi.\nLabbra, rosse.\nMani, bianche.\n\nE vorrei catturare la tua immagine.\nCome fossi la preda di una magnifica ossessione\nche cosparge la sua pelle\ndi tutti i colori che ritrova sul tuo corpo.\nPoi lasciarmi avvelenare\ndagli effluvi malsani delle tempere grasse.\n\nE vorrei stringerti,\ncome fossi la mano assassina,\nper non permettere che il lento scorrere delle età\npossa svilire o scalfire\nl'intima perfezione dei tuoi tratti somatici.\nPoi lasciarmi stordire\ndalla compostezza primordiale del tuo cadavere bellissimo.";

testo[17]="PLAYING WITH INNOCENCE\n\nMorire:\ntrascinare i peccati, presi per i capelli,\ncondannati eterni, gettati nel fango.\n\nUrlare:\nstracci sudici imbrigliati alla pelle,\nmeglio bruciarli per uccidere il male.\n\nNon esiste catarsi?\nE neppure il perdono?\n\nHo venduto innocenza,\nper quattro tentazioni.\n\nNe ho avuto corruzione, in cambio,\ned ho perduto la mia anima.\n\nLa stessa che ora la carne reclama,\ncon forza, a fatica.";
testo[18]="UN VELENO E' IL TUO NOME\n\nSul fondo è solo un bicchiere,\nmi basta un fiato per sfinirlo.\nMi vedo bere il tuo corpo,\nattraverso il mio sguardo liquido.\nVoglio aprire le mie mani su di te,\ncome si schiude, alla luce,\nun fiore chiaro di Agosto.\nAfferro l'ultimo sorso\ned è già veleno il tuo rifiuto.\nBrucia rosso nella mia gola,\nannienta i suoni\ne mi toglie la parola.\nL'unica parola\nche mastica la mia bocca.\nIl tuo nome.";
testo[19]="DI NOTTE\n\nLuci e città\nstrade, di notte: colori.\nMarciapiedi muti e auto\nche bucano il silenzio. Senza violarlo. Però.\nIn lontananza, il rumore dell'ultimo tram.\nVa verso il deposito. Ma non lo vedo. Nè lo vedrò mai.\nSigaretta tenuta tra le labbra e\ntrattenuto il respiro: boccata di fumo.\nSono solo. Le tre.\nIl tempo si ferma. Di notte.\nRallenta la sua corsa.\nProprio come il mondo.\nCon una parte che dorme\nmentre l'altra se ne resta lì, sveglia.\nProprio come noi.";

testo[20]="DI VITA\n\nLei avanzava senza sosta, calpestando l'asfalto\nche quasi tremava sotto le sue scarpe lucide,\ni tacchi spezzati e riattaccati con l'ultima goccia di colla\ntrovata in fondo ad un vecchio cassetto, disordinato e sporco.\nL'avvizzito Chanel le regalava l'aria disincantata\ndella ragazzina che era quando ancor non sapeva.\nSi era specchiata, per anni, nei vetri delle auto in fuga,\nnelle afose notti della periferia, illuminata e deserta.\nSi era guardata invecchiare, sera dopo sera,\ndietro quel trucco pesante che la nascondeva\ne l'allontanava dal mondo e dalla gente.\nE aveva sempre negli occhi, tra le sue mani,\nil figlio abbandonato di quegli amori disgraziati.\nLa sua vita si era fermata lì, dietro quell'alba\nvista dai vetri sporchi di un ospedale sconosciuto e nemico,\nincatenata alle pareti di quella fredda prigione\nin cui non sarebbe più tornata.\nNessuno c'era più.";

testo[21]="LE PRESENZE INVISIBILI\n\n\nTristezza che passa attraverso\nle piccole gocce di pioggia che cadono.\nCielo plumbeo che pesa di solitudine.\nTra due labbra nascoste dal mondo, sommessa, sussurra\nuna vecchia canzone che ancora s’incanta\nsu un disco rigato di polvere.\nMelodie già sentite confondono l’acqua che scroscia\nFuori da quella finestra; la stessa finestra\nDi questa casa che giace abbandonata,\nTra secoli e secoli ormai, per sempre, passati.\nNei mille silenzi attutiti e quasi dimentichi,\ntra le stanze, rimbombano passi lasciati a morire\nnell’oblio dell’eterno e immutabile\ne nel tempo che andato riposa.\nCome i nostri ricordi.\nLontani, distanti…";

testo[22]="CONOSCO BENE L'AMORE\n\nConosco bene l'amore\ne le sue trappole.\nI suoi rimorsi e i rimpianti,\ni tuoi rifiuti e la voglia di averti.\ntutta la tenerezza che se ne sta lì,\nnelle tue mani.\nE il tuo sguardo e gli abbandoni.\nE non voglio più\n\nme ne vado.\n\ncosì come si fa quando finisce la speranza.\nE l'attesa...\nCosì come si fa quando l'amore non vuole finire.\nMa siamo finiti\nnoi.";

testo[23]="IL SOGNO DEI MULINI A VENTO\n\nI mulini a vento tagliano l'aria\nal ritmo del tuo respiro.\n\nTra le erbe alte, piegate\ndalla fredda brezza del sud,\nle nostre corse assomigliano a voli.\n\nCielo pallido e terso.\n\nSottrarsi al ricordo,\ncome dentro un sogno\nin cui osservi te stesso.\n\nE sorridi\ndei gesti immersi nel vacuo presente.\n\nUna realtà che, in fondo,\nnon ti appartiene.\n\nOppure è, forse, la più vera.\nProprio perchè\naffatto contaminata\ndagli sguardi della gente.\n\nCosì puoi trasformarti\nin un essere libero,\nfinalmente.\n\nSenza più catene. Mai...";

testo[25]="CORAL PARA MI PEQUENO Y LEJANO PUEBLO\n\nIo non sono andato\nda nessuna parte.\n\nSono rimasto a casa mia.\n\nEd ho visto scorrere lacrime. Fiumi.\nHo sentito sciorinare grida. Mari.\n\nHo calpestato terre lontane,\ninzuppate del sudore di altri uomini.\n\nE il mio corpo ha galleggiato\ndentro orizzonti a me ancora sconosciuti\nma già scoperti.\n\nHo immerso le mie mani nel sangue\ndelle persone che amavo.\n\nE che sono andate via prima di me.\n\nQuanti sono morti. Perchè io vivessi.";

testo[24]="Manca poesia"; // no

testo[26]="TERRA\n\nUn bambino corre scalzo tra gli orti,\nun cane abaia alla luna\nmentre specchi d'acqua riposano,\nnel chiarore tenue e silenzioso delle stelle.\n\nCome se fosse ieri, ricordo...\n\nLa voce di mia madre,\nche si perdeva attraverso i campi,\nattutita dall'afa che soffocava le serre.\n\nLei raccoglieva rose...\n\nRicordo le enormi vasche, svuotate\nper dissetare la terra, arsa di sole.\n\nRicordo...";

testo[28]="MONNA LISA\n\n\nRimetti insieme i pezzi\ndel Suo viso e sorridi…\nnella tua mente.\nRicomponi il Suo sguardo leggero,\nla compostezza serena,\nil pensiero vagante e le Sue mani,\nraccolte sul ventre placido.\n\n\nOra, Lei giace distesa sulla tua tela:\nsei tu che La stai dipingendo.\nE’ una tua creatura.\n\n\nRiprendiLa con te.\nE guardaLa volare sulle ali delle vostre fantasie.\nDonaLe luce e nuovi colori\n\n\nRestituisciLe la Vita.";

testo[27]="IT'S A LONELY AUTUMN\n\nIt's a lonely Autumn.\nTired leaves 'bed and I'\n\nSul suo manto disteso\nconsumerò in eterno\nil mio sonno agitato.\n\nE si rinfresca l'aria...\n\nAnother winter will come\n\ne spazzerà via,\ncon il suo gelido soffio,\nogni nostra incertezza.\n\nAbout your feelings\nand mine.\n\nMi sveglierà\npoi vestirà le case\ne la gente, con la sua neve.\n\nMa ci darà riparo\nda quelle fragili illusioni.\n\nDietro cui si perdono\ntutti gli amori.\n\n\nMa non il nostro.";

testo[29]="IL TEMPO RITROVATO\n\nSpazzati via\ni mulinelli di foglie nel vento.\n...e gli stanchi autunni.\n\nSciolti ormai\nle calde coltri di neve.\n...e gli scontrosi inverni.\n\nScivolato addosso\nil fascino strano di quei giorni.\n...e l'estate sublime e crudele.\n\nOggi sei quì\na respirare con me.\nE mi tieni per mano.\n\nSiamo come bambini\nche giocano insieme\nper la prima volta.\n\nCon la stessa ingenuità e l'entusiasmo\ndi chi muove i primi passi\nin un mondo sconosciuto.\n\nAbbiamo imparato insieme\na stare in piedi,\ndivisi siamo caduti.\n\nMa oggi siamo ancora Noi\na scrivere le pagine del tempo\nche credevamo perduto.\n\nE invece poi ritrovato...\n...fra le trascorse stagioni\ndel nostro fragile vivere.";

function timer(){
setTimeout('return avviso()',5000);
}

function avviso(){  

popup = window.open("","popDialog","height=80,width=170,left=0,resiziable=no,scrollbars=no");  
popup.document.write('<TITLE>ATTENZIONE</TITLE><BODY BGCOLOR=#FFFF00><CENTER><FONT SIZE=3 COLOR=red><U>Attenzione! I testi riprodotti su questo sito sono protetti dalle leggi sul Copyright');  
	
	setTimeout('popup.close()',5000);
setTimeout('timer()',30000);
}


function carica(){
if(date.length != testo.length){
alert('Errore: testi e date non combaciano !');
}

max=date.length-1;
sfondo="#080331";
parent.superiore.document.bgcolor=sfondo;

return Choice(check=1);

}


function Choice(check,rand){
//alert(''+rand);
if(rand == null){
rand=0;
//alert(''+rand);
}

sel=this.document.Raccolte.Seleziona.options.selectedIndex;
//alert('rand= '+rand+'  sel= '+sel);


if(check == 1){
	sel=sel+1;
	}
if(check == 2){
	sel=sel-1;
	}

if(sel > max){
	sel=1;
	}
if(sel < 1){
	sel=max;
	}

if(rand != 0){
sel=rand;
//alert('Se rand diverso da 0....rand= '+rand+'  sel= '+sel);
}

//alert('rand= '+rand+'  sel= '+sel);


titolo=this.document.Raccolte.Seleziona.options[sel].text;
this.document.Raccolte.Seleziona.options[sel].selected=true;

car=titolo.length;


//parent.superiore.document.clear();



parent.superiore.document.write('<BODY BGCOLOR=#080331><CENTER><TABLE><TR><TD><CENTER><FONT SIZE=5 COLOR=#C8C2FE>'+titolo+'</FONT></TD><TD><BR></TD></TR><TR><TD><CENTER><IMG SRC="Copertine/'+sel+'.jpg"></TD><TD VALIGN=TOP><TEXTAREA UNSELECTABLE="on" WRAP="PHYSICAL" ROWS="20" COLS="51" STYLE="background:#080331;text-align:center;font:verdana;COLOR:#FFFFFF;border:none;overflow:auto;SCROLLBAR-FACE-COLOR: #080331;SCROLLBAR-HIGHLIGHT-COLOR: #080331; SCROLLBAR-SHADOW-COLOR:#C8C2FE; SCROLLBAR-BASE-COLOR: #C8C2FE; SCROLLBAR-ARROW-COLOR: #C8C2FE;">'+testo[sel]+'</TEXTAREA><FONT COLOR=#C8C2FE>'+date[sel]+'</B></TD></TR></TABLE>');


parent.superiore.document.close();

while(cont == 0){
cont++;
return timer();
}
}



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